Kullervo colpisce ancora: la mitologia finlandese, la fantascienza e Star Wars

Questo articolo è l’introduzione alla miniserie Kullervo colpisce ancora. Potete leggere qui il primo articolo della miniserie.

Se andate in giro a dire che vi piace la fantascienza perché siete fan di Star Wars, una buona percentuale dei vostri interlocutori vi riderà in faccia, e a ragione. Lo so per esperienza personale, anche se fortunatamente mi sono resa conto presto di quali fossero i punti deboli della mia affermazione ed ho imparato ad tenere la bocca cautamente chiusa – il che in generale è comunque buona norma.

 Il dibattito sulla classificazione di Star Wars come prodotto fantasy o fantascientifico è ancora vitale, anche se lascia un po’ il tempo che trova. Da un lato, la stessa distinzione tra fantasy e fantascienza è labile e discutibile (e avremo modo di parlarne), dall’altro la definizione di space opera dovrebbe mettere d’accordo tutti. Dalla pagina Space Opera su TV Tropes, qui:

In Star Wars, technology is either magic (the Force) or slightly faster versions of today’s gadgets (blaster rifles, hovercars, space ships) and the characters would be right at home in a fantasy novel (evil emperor, farmboy, princess). […] In many ways, this is the science fiction equivalent of High Fantasy.

Quindi sì, un’ossatura tipicamente fantasy insaporita da elementi fantascientifici, certamente non classificabili come hard sci-fi ma comunque presenti ed innegabili.

Nella (sterile?) polemica sul genere a cui può essere ascritto Star Wars, ci si dimentica però spesso di un nodo fondamentale. È noto l’impianto mitologico della saga immaginata da George Lucas; tuttavia, alle volte ci si scorda che la mitologia è non solo la base di molte opere fantasy, ma anche di tanta fantascienza, hard o soft che sia. Come fa presente W. M. S. Russel nel suo articolo Folktales and Science Fiction (1982), è relativamente comune trovare un unmodified use di miti e folklore nei romanzi fantasy – e questo forse rende più facile riconoscere la fonte e studiare il fenomeno.

Nondimeno, la mitologia rimane una delle maggiori fonti di ispirazione per i romanzi e i film di fantascienza odierni. Anche quando uno specifico mito non viene riconosciuto come la base di un’opera sci-fi, motivi comuni possono comunque essere riconosciuti come pattern per la costruzione di trame e personaggi.

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Kullervo Cursing, dipinto di Akseli Gallen-Kallela (1899)

Questo articolo è appunto l’introduzione ad una miniserie, in cui cercherò di illustrare la struttura comune delle storie di Kullervo, forse il protagonista più famoso del Kalevala, e i due personaggi principali della saga di Star Wars, Anakin e Luke Skywalker.

 

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Luke Skywalker in un fotogramma di A New Hope (1977)

Il Kalevala (qui su Wikipedia) è una raccolta di canti tradizionali finlandesi, trascritti e variamente manipolati da Elias Lönnrot, e costituisce quella che è considerata come l’epica nazionale della Finlandia. Potrebbe sembrare azzardato paragonarlo ad una moderna space opera, specialmente una tanto criticata per la sua povertà di scrittura come lo è Star Wars; tuttavia, le due storie possono essere viste come prospettive differenti dello stesso viaggio dell’eroe (journey of the hero), ovvero l’insieme archetipico di eventi e scelte illustrato da Joseph Campbell nella sua famosa opera L’eroe dai mille volti (1949).

Ma cominciamo dal principio, ovvero da un breve resoconto dei modi in cui la mitologia è stata usata come ispirazione per la science fiction. Ecco il primo articolo della miniserie, qui.

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